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Cassazione civile, sentenza del 25 luglio 2018, n. 19743

I sindaci delle società rispondono per omessa valutazione dei contratti

La Cassazione ha statuito che sussiste la responsabilità per i componenti del Collegio Sindacale che omettono di valutare il contenuto economico dei contratti.

Nel caso si trattava di contratti preliminari stipulati dalla società ad un prezzo molto inferiore (per di più con la previsione di una importante rateizzazione) al valore di mercato dei beni.

La condanna al risarcimento dei danni cagionati alla società è avvenuta in solido ai componenti del Consiglio di Amministrazione.

 


Decreto Legislativo 18 maggio 2018, n. 54

E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 121 del 26 maggio 2018, il decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 54 recante disposizioni per disciplinare il regime delle incompatibilità degli amministratori giudiziari, dei loro coadiutori fallimentari e degli altri organi delle procedure concorsuali, in attuazione dell'art., commi 2 e 3, 1 n. 161/2007.

Il provvedimento prevede:

- l'incompatibilità degli amministratori giudiziari, dei loro coadiutori, dei curatori fallimentari e degli altri organi delle procedure concorsuali per rapporti di parentela, affinità, convivenza e, comunque, assidua frequentazione con magistrati addetti all'ufficio giudiziario al quale appartiene il magistrato che conferisce l'incarico;

- la vigilanza del Presidente della Corte d'Appello sulle nomine conferite a soggetti che abbiano con i magistrati del distretto giudiziario, in cui ha sede l'ufficio titolare del procedimento, rapporti di parentela, affinità, coniugio o frequentazione assidua.


Cassazione civile, sentenza del 27 giugno 2017, n. 15943

Revocatoria fallimentare: la cessione del credito può rappresentare una forma di pagamento anormale.

La Cassazione è tornata a pronunciarsi in tema di revocatoria dei pagamenti eseguiti dal fallito. In particolare, sono state ritenute revocabili le rimesse sul conto corrente, volte a ripianare l'esposizione debitoria del fallito nei confronti dell'istituto di credito, effettuate dal factor - collegato alla banca creditrice - al quale in precedenza erano stati ceduti i crediti.

 


Cassazione civile, sentenza del 22 giugno 2017, n. 15474

Debiti della società di capitali estinta: la successione dei soci può configurarsi solo se hanno riscosso somme.

Viene precisato dalla Cassazione come tra la società cancellata e i suoi soci si possa configurare una vicenda successoria purché ricorra la condizione di cui all'art. 2495, comma 2, codice civile, ossia che i soci abbiano riscosso somme in base al bilancio finale di liquidazione. La sentenza chiarisce inoltre che il socio resta esposto comunque nei limiti di quanto riscosso.

 


Tribunale di Roma, sentenza del 31 marzo 2017

Assemblea S.r.l.: nulla la delibera che non indica l'identità dei partecipanti né il voto espresso.

La delibera assunta dall'assemblea di una società a responsabilità limitata che non consente di accertare l'identità dei partecipanti, l'identificazione dei soci e del relativo voto è illegittima in quanto in violazione dell'art. 2375 codice civile. Il Tribunale di Roma ha quindi annullato la delibera impugnata dal socio.


Cassazione penale, sentenza del 30 marzo 2017, n. 16111

Compensi troppo elevati pagati dalla società in crisi: l'amministratore risponde di bancarotta fraudolenta.

Risponde di bancarotta fraudolenta patrimoniale l'amministratore di una società che si paga compensi troppo elevati rispetto all'attività svolta e al periodo di crisi economica che l'azienda sta attraversando.  La Cassazione ha così sanzionato il comportamento dell'amministratore che, nonostante la conclamata situazione di dissesto, si faceva pagare dalla società un importo di Euro 500.000.



Tribunale di Ancona, decreto del 16 febbraio 2017

Concordato in continuità: la scelta dell'affittuario deve avvenire mediante asta.

Una cooperativa proponeva un concordato con continuità aziendale che prevedeva l'affitto ad un terzo già individuato e, successivamente, la cessione della medesima azienda mediante asta, tutto ciò al fine di recuperare le somme necessarie per il pagamento dei creditori. Il Tribunale, con il decreto di ammissione, precisava la necessità anche per l'individuazione dell'affittuario di ricorrere ad una procedura competitiva.

 


Cassazione civile, sentenza del 3 febbraio 2017, n. 2957

Fallimento in proprio: i soci della società fallita non possono proporre reclamo.

A seguito di istanza da parte dell'organo amministrativo della società, autorizzato espressamente dall'assemblea, veniva dichiarato il fallimento. Successivamente veniva proposto reclamo da un socio. La Cassazione ho chiarito che il socio non è legittimato a proporre reclamo in quanto la delibera assembleare che ha autorizzato la presentazione del ricorso per il fallimento ha efficacia vincolante per tutti i soci, salvo non venga impugnata e, successivamente, sospesa o annullata.